Alessandro Baricco

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DESIDERIO E RIMORSO FUSI IN UN’UNICA EMOZIONE CHE NOI CHIAMIAMO SESSO

marzo 31st, 2011

Spesso non c’è che una porta semiaperta tra il peccato e il castigo, e questo fa sì che il piacere di toccarsi e la paura di essere scoperti, così come il desiderio e il rimorso, accadano simultaneamente, fusi in un’unica emozione che noi chiamiamo, con splendida precisione, sesso: ne conosciamo ogni sfumatura e ne apprezziamo la splendente derivazione dal complesso di colpa, di cui è una variante tra le altre. Se qualcuno pensa che sia un modo infantile di vedere le cose, non ha capito niente.  Il sesso è peccato: pensarlo innocente è una semplificazione cui solo gli infelici si consegnano.

EMMAUS * ALESSANDRO BARICCO

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“Un giorno Dio disegnò la bocca di Jun Rail. É lì che gli venne quell’idea stramba del peccato.”

marzo 5th, 2011

le labbra di jun rail

Allora, solo allora, Jun Rail sollevò il capo dallo scrittoio e girò lo sguardo verso la porta chiusa. Jun Rail. 

Il volto di Jun Rail. 

Quando le donne di Quinnipak si guardavano allo specchio pensavano al volto di Jun Rail. 

Quando gli uomini di Quinnipak guardavano le loro donne pensavano al volto di Jun Rail. 

I capelli, gli zigomi, la pelle bianchissima, la piega degli occhi di Jun Rail. 

Ma più di ogni altra cosa – sia che ridesse o urlasse o tacesse o semplicemente stesse li, come ad aspettare – la bocca di Jun Rail. 

La bocca di Jun Rail non ti lasciava in pace. Ti trapanava la fantasia, semplicemente.

Ti impiastricciava i pensieri.

“Un giorno Dio disegnò la bocca di Jun Rail. É lì che gli venne quell’idea stramba del peccato.” Così la raccontava Ticktel, che sapeva di teologia, perché aveva fatto il cuoco in un seminario, così almeno diceva lui, era una prigione dicevano gli altri, stupidi è la stessa cosa diceva lui. 

Nessuno potrebbe mai riuscire a disegnarlo, dicevano tutti. 

IL volto di Jun Rail, ovviamente. Stava nella fantasia di chiunque. 

Ed ora stava anche li – soprattutto lì – girato verso la porta chiusa, perché da un attimo si era sollevato dallo scrittoio per guardare la porta chiusa e dire – Sono qui.

 Alessandro Baricco * Castelli di Rabbia

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La gente vive per anni… Alessandro Baricco

luglio 12th, 2010

Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesci a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.

Alessandro Baricco, da “Questa Storia”

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Lasciami andare a vedere il sogno, Alessandro Baricco

maggio 17th, 2010

Lasciami andare a vedere il sogno, la velocità, il miracolo, non fermarmi con uno sguardo triste. Questa notte lasciami vivere laggiù sull’orlo del mondo, solo questa notte poi tornerò.

Alessandro Baricco, da “Questa storia”

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CITY, Alessandro Baricco* Frasi City

ottobre 12th, 2009

Quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto, tanto che tutti, dico tutti, alla fine, navigano per una strada tre volte più lunga del necessario, anzi, per essere esatti, tre volte virgola quattordici, giuro, il famoso pi greco, non ci volevo credere, in effetti, ma pare che sia proprio così, devi prendere la loro distanza dal mare, moltiplicarla per pi greco e hai la lunghezza della strada che effettivamente fanno, il che, ho pensato, è una gran figata, perché, ho pensato, c’è una regola per loro vuoi che non ci sia per noi, voglio dire, il meno che ti puoi aspettare è che anche per noi sia più o meno lo stesso, e che tutto questo sbandare da una parte e dall’altra, come se fossimo matti, o peggio smarriti, in realtà è il nostro modo di andare diritti, modo scientificamente esatto, e per così dire già preordinato, benché indubbiamente simile a una sequenza disordinata di errori, o ripensamenti, ma solo in apparenza perché in realtà è semplicemente il nostro modo di andare dove dobbiamo andare, il modo che è specificatamente nostro, la nostra natura, per così dire, cosa volevo dire?, quella storia dei fiumi, sì, è una storia che se ci pensi è rassicurante, io la trovo molto rassicurante, che ci sia una regola oggettiva dietro a tutte le nostre stupidate, è una cosa rassicurante, tanto che ho deciso di crederci, e allora, ecco, quel che volevo dire è che mi fa male vederti navigare curve da schifo come quella di Couverney, ma dovessi anche andare ogni volta a guardare un fiume, ogni volta, per ricordarmelo, io sempre penserò che è giusto così, e che fai bene ad andare, per quanto solo a dirlo mi venga da spaccarti la testa, ma voglio che tu vada, e sono felice che tu vada, sei un fiume forte, non ti perderai…

Alessandro Baricco, da “City”

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Il Destino fa fuoco con la legna che c’è, A. Baricco

settembre 19th, 2009

Il destino fa fuoco con la legna che c’è.

Alessandro Baricco, da “Castelli di Rabbia”

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Quel che di bello c’è nella vita è sempre un segreto, Baricco

settembre 16th, 2009

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Quel che di bello c’è nella vita è sempre un segreto… Per me è stato così… Le cose che si sanno sono le cose normali, o le cose brutte, ma poi ci sono i segreti, ed è lì che si va a nascondere la felicità.

Alessandro Baricco, “Castelli di rabbia”

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Perché ciò che si salverà, Alessandro Baricco

settembre 11th, 2009

i barbari

Perché ciò che si salverà non sarà mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare, perchè ridiventasse se stesso in un tempo nuovo.

Alessandro Baricco, da “I Barbari”

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Non lo spegni, il mare, quando brucia la notte, Alessandro Baricco

giugno 30th, 2009

Si sentiva il mare, come una slavina continua, tuono incessante di un temporale figlio di chissà che cielo. Non smetteva un attimo. Non conosceva stanchezza. Non consceva clemenza. Se tu lo guardi te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Ma nel buio…Tutto quell’infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo spegni, il mare, quando brucia la notte.

Oceano mare, Alessandro Baricco

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