Aforismi d’Autore

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DEDICO I MIEI PENSIERI DI QUESTO NATALE…*anton vanligt

dicembre 12th, 2014

natale, anton vanligt

Dedico i miei pensieri di questo Natale alle persone che hanno perso qualcuno recentemente, lo sguardo in questo bianco venticinque non potrà che salire verso l’alto immaginando un altrove di gioia, come contrappasso a  una vita difficile qui, in cui stringere i denti per andare avanti. Dedico i miei pensieri di questo Natale alla gente che non arriva, economicamente parlando, a fine mese, alle mamme che lasciano sgorgare le lacrime solo al mattino quando i bimbi sono a scuola, la casa è vuota e magari non c’è un marito a renderle più pietose e pesanti, e a quei mariti che cercano di fare di tutto per portare avanti la famiglia in maniera dignitosa e onesta, che quando tornano a casa senza un grande guadagno almeno si presentano con un carico di carezze amore per la famiglia. Dedico questo Natale agli amici, quelli veri, che non scompaiono con la distanza, le difficoltà o il silenzio. Dedico i miei pensieri di questo Natale a chi non ha perso la capacità di entrare in luoghi altri, attraverso la lettura…Perchè un libro sa essere un utile alleato nei momenti bui. Dedico i miei pensieri di questo Natale a tutte le persone che sanno resistere, reinventarsi, riciclarsi, rinascere dalle proprie ceneri come l’araba fenice, più belli e forti di prima.  Dedico i miei pensieri di questo Natale ai parenti che sanno stringersi intorno a un albero con amore. Dedico tutti i pensieri di questo Natale alla Speranza. alla Calma, alla Perseveranza. Doti che si dovrebbe sempre provare a coltivare  nella vita, perchè senza di esse saremmo perduti subito. Dedico questo Natale  a chi, nonostante tutto, lascia entrare un po’ di aria di festa nel cuore, senza sollevare muri, e senza chiudere le porte del cuore.

Anton Vanligt

POESIE D’AMORE DI RICARDO REIS * FERNANDO PESSOA

dicembre 3rd, 2014

RICARDOREIS

Il sentimento costringe alla speranza.
Fernando Pessoa, Poesie d’amore di Ricardo Reis
***

Tutto è estraneo e non parla la nostra lingua
Fernando Pessoa, Poesie d’amore di Ricardo Reis
***

Amo i fiori, non li cerco.
Se ci sono Bene, ma procurarsi gioie implica
Lo sforzo del cercare.
La vita sia come il sole, che è dato,
E non strappiamo fiori che, raccolti,
non sono nostri, ma morti.
Fernando Pessoa, Poesie d’amore di Ricardo Reis
***

Nessuno ama un altro, ma ama piuttosto
quel che di sé c’è in lui, o che suppone.
Fernando Pessoa, Poesie d’amore di Ricardo Reis
***

cura d’esser chi sei
che ti amino o no.
Fernando Pessoa, Poesie d’amore di Ricardo Reis
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Perchè il sogno di un piacere
Nel piacere non è un sogno.
Fernando Pessoa, Poesie d’amore di Ricardo Reis
***

Nell’occulto succedersi di cose,
solo il saggio sente che altro non fu
che la vita lasciata.
Fernando Pessoa, Poesie d’amore di Ricardo Reis
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Almeno, se ombra sarò per primo, tu mi ricorderai
senza che il mio ricordo t’infiammi, ferisca o scuota,
perchè non ci prendemmo mai per mano né ci baciammo.
Nè altro fummo che dei bambini.

Fernando Pessoa, Poesie d’amore di Ricardo Reis
***

Godiamo di nascosto.
La sorte è invidiosa, Lidia. Ammutoliamo.
Fernando Pessoa, Poesie d’amore di Ricardo Reis
***

Coronatemi di rose.
Coronatemi davvero di rose
Rose che svaniscono
Sul capo morendovi.
Prestissimo!
E di foglie brevi.
E basta.
Fernando Pessoa, Poesie d’amore di Ricardo Reis
***

Se mai non ottenessi gloria, o mai
Amore o giusta stima ricevessi,
Basta che sia la vita solo vita
E che io la viva.
Fernando Pessoa, Poesie d’amore di Ricardo Reis
***

DUE SCELTE

dicembre 1st, 2014

cambiamento

“Ci sono sempre due
scelte nella vita:
accettare le
condizioni
in cui viviamo o
assumersi la
responsabilità di
cambiarle”
Denis Waitley

SENZA SANGUE * ALESSANDRO BARICCO

novembre 28th, 2014

senza-sangue_fronte1

Alla vita manca sempre qualcosa per essere perfetta.
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Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l’unico desiderio di ritornare all’inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell’inferno, ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell’assurda fedeltà all’orrore, ma scoprì di non avere risposte. Capiva solo che nulla è più forte di quell’istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell’istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d’improvviso clemente. E senza sangue.
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Lo decide chi vince, quando una guerra finisce
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L’uomo disse che si ricordava. Che non aveva fatto altro, per anni, che ricordarsi tutto.
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C’erano un sacco di cose che dovevamo distruggere per poter costruire quello che volevamo, non c’era altro modo, dovevamo essere capaci di soffrire e impartire sofferenza, chi avrebbe tollerato più dolore avrebbe vinto, non si può sognare un mondo migliore e pensare che te lo consegneranno solo perché lo chiedi, quelli non avrebbero mai ceduto, bisognava combattere.
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Era tutto così ordinato. Era tutto così compiuto. Esatto.
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Avrebbe voluto pensare. Ma non ci riusciva. Ogni tanto si è troppo stanchi per pensare.
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Sentì tornargli addosso la sensazione provata mille volte nel trovare quella esatta posizione, tra il tepore delle lenzuola o sotto qualche sole di pomeriggio da bambini. Le ginocchia piegate, le mani in mezzo alle gambe , i piedi in bilico. La testa piegata in avanti, a chiudere il cerchio. Dio, com’era bello!

FRASI SUL CONTROLLO DELLA PROPRIA VITA

novembre 19th, 2014

CONTROLLO DELLA PROPRIA VITA

Quando una persona riesce a determinare i tuoi stati d’animo con la sua sola espressione, allora vuol dire che detiene il POTERE assoluto nella vostra relzione.

Che sia una storia d’amore, o un rapporto d’amicizia, un potere così sbilancia gli equilibri naturali dei due soggetti coinvolti e fa si che l’uno diventi succube dell’altro.

Certo l’equilibrio perfetto ti può  sembrare un’utopia, una meta che anche quando viene raggiunta risulta instabile e precaria, ma non sarà mai pericoloso e ingiusto, quanto lasciare il controllo della propria vita nelle mani di un altra persona, per quanto sia grande il sentimento che provi per lei.

ANTON VANLIGT, Mai Troppo Folle

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Questa è la vera natura della vita: nessuno in questo mondo prova solo piacere e mai dolore, nessuno conosce solo guadagno e mai perdita. Aprendoci a questa verità, noi scopriamo che non c’è bisogno di trattenere o allontanare. Invece di provare a controllare ciò che non può essere controllato, possiamo cercare la sicurezza nella capacità di venire in contatto con ciò che accade realmente. Così si tiene conto del mistero delle cose: non giudicare, ma piuttosto coltivare un equilibrio mentale che possa accogliere ciò che viene, qualunque cosa sia. Tale accettazione è la fonte della nostra sicurezza e fiducia. …
Se teniamo conto del mistero possiamo scoprire che, proprio nel cuore di un periodo difficile o di una situazione dolorosa, c’è libertà. In questi momenti, nei quali comprendiamo quanto siamo incapaci a controllare, possiamo imparare a lasciare andare.
Cominciando a capire tutto ciò, possiamo dalla lotta per controllare gli accadimenti della vita al semplice desiderio di relazione con essi, e questo è davvero un cambiamento radicale nel nostro modo di vedere il mondo. …
Quando cominciamo a desiderare di sperimentare ogni cosa, la fiducia e la sicurezza che un tempo abbiamo cercato negando il cambiamento, possiamo trovarle abbracciandolo. Impariamo a metterci pienamente in rapporto con la vita, inclusa l’insicurezza.

Sharon Salzberg – L’arte rivoluzionaria della gioia
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Rischia. Cambia e migliora ogni giorno.
Dai il meglio di te e non voltarti indietro.
Considera le novità e i cambiamenti come nuove opportunità.
Prova cose nuove. Considera varie opzioni.
Conosci sempre nuova gente. Fai un sacco di domande.
Abbi sempre il controllo della tua salute psicofisica. Sii ottimista.
Brenda Barnaby
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La rabbia è una follia momentanea, quindi controlla questa passione o essa controllerà te
Omero
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Il segreto del successo sta nell’imparare ad usare il dolore e il piacere invece di lasciare che il dolore e il piacere usino te. Se non lo fai tu, sarà la vita a controllarti.
Anthony Robbins
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Ci piacerebbe credere che teniamo sotto controllo gli avvenimenti della nostra vita. Spesso ci prendiamo in giro da soli pensando di essere veramente noi a comandare; ogni tanto però accade qualcosa che ci ricorda che il mondo segue le sue regole, non le nostre e che siamo qui solo di passaggio.
Token

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FRASI SULLA TESTARDAGGINE

ottobre 24th, 2014

mulo

C’è una linea sottile che separa la testardaggine dalla perseveranza. Tutto dipende dai limiti che si intendono superare. Non siamo esseri umani isolati. Siamo animali sociali che non possono prescindere dalla convivenza con la società tutta. Perseverare dunque non necessariamente vuol dire intestardirsi. Comprendiamo i nostri limiti. Cerchiamo di ottenere tutto quello che la vita può darci ma senza calpestare troppo i sentimenti altrui.
Teniamo conto di questa differenza terminologica  quando si tratta di raggiungere i nostri sogni.
Anton Vanligt
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Ben più difficile è il silenzio. Esso presuppone pazienza,
costanza, testardaggine; e soprattutto si confronta con il
giorno-dopo-giorno della nostra vita, i giorni che ci restano,
uno dopo l’altro, lunghi davvero nelle piccole ore…
Antonio Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi
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La testardaggine e la determinazione. Ci possono portare a raggiungere obbiettivi inimmaginabili o impedirci di arrivare oltre a dove siamo arrivati. Tutta sta nel usarli nel modo giusto e nella giusta dose.
Silvana Stremiz
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La caparbietà e la testardaggine ti porteranno lontano, o ti impediranno di andare oltre.
Silvana Stremiz
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Testardaggine è figlia di orgoglio e madre di stoltezza.
Carlo Dante, Minime pervenute
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Il testardo batte la testa; il perseverante la usa.
Roberto Gervaso, La volpe e l’uva
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Gli uomini sono animali molto strani: un miscuglio del nervosismo di un cavallo, della testardaggine di un mulo e della malizia di un cammello.
Thomas Henry Huxley, Lettere
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Ogni testardaggine è basata sul fatto che la volontà ha usurpato il posto della conoscenza.
Arthur Schopenhauer, Parerga e Paralipomena
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Insistere è testardaggine. Perseverare è determinazione.
Jacinto Benavente
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Ciò che mi ha fatto andare avanti è stata forse la testardaggine e la mancanza di buon senso
Oliver Stone
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Spesso è assai difficile dire, nel caso concreto, dove termini la forza di carattere e cominci la testardaggine
Karl von Clausewitz

FRASI SUL VOLERE

luglio 28th, 2014

odore-vento2

Se non puoi essere un pino in cima alla collina.
sii un arbusto nella valle, ma sii
il miglior, piccolo arbusto accanto al ruscello;
sii un cespuglio, se non puoi essere un albero.
E se non puoi essere un cespuglio, sii un filo d’erba,
e rendi più lieta la strada;
se non puoi essere un luccio , allora sii solo un pesce persico:
ma il persico più vivace del lago!
Non possiamo essere tutti capitani, dobbiamo essere anche equipaggio.
C’è qualcosa per tutti noi qui,
ci sono grandi compiti da svolgere e ce ne sono anche di più piccoli,
e quello che devi svolgere tu è li, vicino a te.
Se non puoi essere un’autostrada, sii solo un sentiero,
se non puoi essere il sole, sii una stella.
Non é grazie alle dimensioni che vincerai o perderai:
sii il meglio di qualunque cosa tu possa essere.
Douglas Malloch, “The Best of Whatever You Are”
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Si, voglio essere io la vita che hai deciso di prendere per mano, io.
Io che voglio essere la prima della fila, io che la sera prima di dormire ho bisogno di pensarti e sorridere.
Voglio essere quella a cui pensi mentre fai colazione, quella che ti distrae dai libri mentre stai studiando.
Io, quella che quando ti vede arrivare già sente il cuore che esplode.
E voglio mancarti, voglio sapere che mi pensi, voglio sapere che in fondo per te non c’è niente di meglio, di me. Di me che son fragile, di me che se litighiamo piango.
E voglio essere io quella strada da percorrere per mano, tra tanti baci e mille abbracci dentro a un letto.
Perchè io voglio sapere che se alla mattina apri gli occhi e sorridi, è perchè ci sono anch’io, con te.
Con te tutta la vita, con te anche quando non ci sono. Con te dentro al cuore, nella mente e nelle ossa. Con te dappertutto.
E voglio essere io ad amarti, io a riempirti di sorrisi e di quelle risate che ti rendono bello come nessuno.
E voglio che sia tu ad amarmi, tu a prendermi per mano. E voglio che sia tu, per tutta la vita. {C
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Voglio Volere. Io Voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho.
L.Ligabue

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Voglio diventare un barcone, vedere capire e sentire il peso di chi porto, poi imparare a non capovolgermi mai. Voglio diventare un politico europeo o italiano, salire su quel barcone, fare lo stesso tragitto al contrario e non perchè mi obbliga qualcuno e mi manda alla deriva o a morire così imparo, ma per imparare da solo davvero a sapere cosa vuol dire, e cosa è quel tragitto: forse è quello che manca per inventare una nuova legge o decidere di fare qualcosa usando il veramente. Voglio diventare un bagnino e mettermi sulla riva coi binocoli, per scrutare se c’è qualcuno da salvare in mare, poi voglio girarmi e vedere se anche sulla terra c’è qualcuno da salvare da quelle onde alte delle politiche che annegano gli uomini e le loro decisioni prese da troppo lontano a certi vicini. Voglio diventare un numero di vittime e cambiarmi, diventare più piccolo, avvicinarmi allo zero. Voglio diventare un giornalista, un attore, uno scrittore, e piangere o pregare prima di parlare, informare o raccontare, senza sentirmi accusare di non saper fare il mio mestiere, di non saper contenere il dolore, di non essere composto davanti ai corpi in decomposizione. Voglio diventare un’accusa e assaporare la mia eventuale indifferenza, accidia, incompetenza. Voglio diventare un innocente e avere qualcos’ altro da raccontare ai miei simili un po’ meno innocenti. Voglio diventare una vergogna, provarmi, poi sentire cosa sentono quelli che mi provano o non riescono a provarmi. Voglio diventare sabbia per sopportare i chili di morti che si appoggiano a me almeno per la fine. Voglio diventare un sub per vedere se c’è qualcosa sotto quei natanti, cosa c’è sotto l’Europa, sotto gli uomini, cosa c’è in fondo alla morte. Voglio diventare un centro di accoglienza e star benissimo. Voglio diventare un euro, chiamare tutti gli altri euro possibili, e servire a chi servo, non a chi parla di cosa serve. Voglio diventare un Papa e cominciare anche a predicare, senza essere accusato di predicare, o di volermi paragonare a un Papa .Voglio diventare una colpa e darmi un nuovo senso, voglio diventare un senso e aggiungerlo ai primi cinque ormai non bastanti. Voglio diventare una paura e passare, voglio diventare uno stronzo più di quel che sono, per andare fino in fondo, risalire, e cercare di farmi salvare da chi non lo sarà mai più o non lo è mai stato. Voglio essere una guerra e scoprire come mi moltiplico e perchè credo nel continuamente. Voglio diventare una parola e smettere di farmi solo pronunciare. Voglio diventare.
Alessandro Bergonzoni
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Io non voglio essere guidata nella mia vita dalla paura, ma voglio essere guidata dal coraggio. Il coraggio che ho sempre avuto nella mia vita
V.Luxuria
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Io sono chi Voglio Essere!
Paolo Borzacchiello
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Voglio essere un dettaglio, quel dettaglio che migliora.
Lo zucchero a velo sul croissant, la panna sul caffè, il pezzo preferito di una canzone, il ciondolo di un braccialetto.
Non voglio essere essenziale, perché non c’è nulla di cui in realtà non si possa fare a meno o non possa venir sostituito.. Voglio essere un dettaglio.
tumblr

FRASI SUL PESSIMISMO

luglio 24th, 2014

pessimismo

Il pessimismo significa, in breve, giocare una partita sicura. Non puoi mai perderla; puoi vincere. È la sola visione della vita dalla quale non verrai mai deluso. Avendo realizzato cosa fare nelle peggiori circostanze possibili, quando sorgono le migliori, come potrebbe capitare, la vita diventa un gioco da ragazzi
Thomas Hardy
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Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere: è una vittima del “senso” della vita.
Emil Cioran
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«Prendete una qualsiasi persona, versatele dentro cinque o sei litri di birra, e ne farete un ubriaco» diceva Schopenhauer agli alunni del suo corso di Pessimismo all’università di Jena. Era una frase che il Maestro ripeteva spesso, e gli alunni si chiedevano ogni volta se il loro insegnante era molto profondo o molto ubriaco.

In realtà, Schopenhauer voleva dire che ognuno di noi è un ubriaco in potenza. Naturalmente, essendo ubriaco, aveva bisogno del paragone della birra per dare un’idea dell’ubriachezza. Se fosse stato sobrio, avrebbe usato altri termini, e non si sarebbe sdraiato sulla cattedra.

In realtà, soleva chiedersi spesso il filosofo, cos’è un ubriaco? E, penso, qualcuno di voi si sarà talvolta rivolto la stessa domanda. Non è, evidentemente, uno che beve. Tutti noi beviamo. Non è nemmeno, uno che beve molto. I cammelli bevono molto, ma non ne ho mai visto uno cacciato fuori da un bar.
Stefano Benni, Bar Sport
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Il pessimista è uno che si prepara al peggio… vivendo peggio.
Mauro Soldano
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L’ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità
Winston Churchill
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Chi vede tutto nero e teme sempre il peggio e prende le sue misure in questo senso, non si sarà sbagliato tanto spesso quanto colui che dà alle cose un colore e una previsione serena.

Arthur Schopenhauer
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Un pessimista è uno che crea difficoltà dalle sue opportunità e un ottimista è colui che crea opportunità dalle sue difficoltà
H.S.Truman
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Voglio dire, mettiamola così: voi immaginate che niente abbia un senso, ma non può essere che tutto sia così, perché vi rendete conto che non ha senso e questa vostra consapevolezza gli dà quasi un senso. Avete capito quello che intendo? Un pessimismo ottimistico.

Charles Bukowski
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Quando tutti i giorni sembrano uguali è perché l’uomo ha smesso di percepire le cose buone che capitano nella vita ogni volta che il sole attraversa il cielo
Paulo Coelho
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Ottimismo Quando la voce della radiosveglia è quella del ministro Calderoli, uno che neanche Nostradamus poté immaginare nelle sue più lugubri quartine. O quando la prima immagine del telegiornale è quella degli avvocati del premier che a dozzine, come le uova, presidiano la fortezza dei Porci comodi. O quando la prima impressione del mondo è che i mostri ne abbiano preso possesso, sotto forma di ganze con la bocca rifatta che invadono il video, o dei brutti di fondovalle che incredibilmente fanno il ministro. È allora che, da subito, si vorrebbe disconnettere la propria esistenza da quella degli altri. Girarsi dall’altra parte e rimettersi a dormire, come se quelle voci fossero state solo un brutto e mediocre sogno. E chiedersi come mai non si è ancora provveduto a farsi svegliare, al mattino, solo dallo schiamazzo degli uccellini, al riparo dalla cronaca e (magari!) dalla Storia. Poi, si sa, non è così che si decide di fare. Basta pochissimo – un pensiero decente, una faccia dignitosa, una parola allegra – a rassicurarci, o comunque a rabbonirci. Nel mare di pessime cose che ci ondeggia attorno, e minaccia di sopraffarci, anche un turacciolo apparso all’improvviso ci sembra l’isola sulla quale mettersi in salvo. Ci ho pensato parecchio, e ho concluso che quello che ci frega non è il pessimismo, non la depressione, non il malumore. Quello che ci frega, e ci fa alzare al mattino, e non ci fa disertare, è l’ottimismo. Se il nostro sguardo sul mondo fosse un poco più lucido avremmo già dato, da tempo, le dimissioni.

Michele Serra
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La venerazione del passato conduce a un pessimismo ingiustificato sul presente e impedisce di capire che l’avvenire non è già più quello che era.
Paul Valery
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Colui che è stato educato al pessimismo e ne è divenuto il discepolo, e per giunta, in qualità di epigono, intende trasportarlo nel proprio tempo, vede in esso un tema classico, un tema eterno. Sa bene quello che il pessimismo esige e quello che si esige da esso. Egli è il pessimista della verità, se così si può chiamare costui. Il pessimismo onora la verità: questa la tesi generale. Questo pessimista ha seguito il retto cammino dell’onore. Egli ha onorato la verità. Questo è il pessimismo che vogliamo con tutte le nostre forze, egli dice: percorrere il cammino che percorre ogni uomo che si sia accostato alla verità sino al suo nucleo più crudele, là dove essa non è più con lui. Perché la verità è il tutto contro la parte, il tutto contro di te.

Manlio Sgalambro

FRASI SU VAGGIARE IN MOTO

giugno 12th, 2014

MOTOCICLETTA

Davanti a te sembrava infinita la via, a destra il mare , a sinistra il verde. Immensa distesa. Non dimenticherai mai quel viaggio in moto. Le ruote sembravano percorrere direttamente le strade della tua anima. Nei yuoi pugni stretti c’era il cuore dell’universo. È lì, proprio in quel momento, che decidesti che la tua vita sarebbe cambiata, che meritava molto di più. Sapevi bene che al ritorno bib saresti stato più lo stesso. MAI PIU’.
Anton Vanligt

Home is wherever you can drive.
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Si vive più andando cinque minuti al massimo su una moto come questa di quanto non faccia certa gente in un’intera vita,
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Siate liberi di guardare lontano o anche oltre l’orizzonte, liberi di viaggiare veloci o lentissimi, dove ci porta il suono schietto della moto che annuncia il vostro arrivo come il tuono annuncia il temporale.
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Quattro ruote muovono il corpo. Due l’anima.
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Quando vedi la paura davanti a te…dai gas e sorpassala.
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La differenza tra il viaggio in macchina o su una moto, è come la differenza tra osservare il mondo come spettatore o far parte del mondo.
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“Un pilota di moto lo puoi riconoscere anche al ristorante. È quello che impugna la forchetta con il pollice e l’indice della mano sinistra.” Kenny Roberts
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Andavo bene a scuola. Facevo bene un sacco di altre cose. Ma io volevo correre. Forte, fortissimo. Con la moto. E l’ho fatto. Pensa se non ci avessi provato
.
Valentino Rossi
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La strada non è una semplice striscia di asfalto, ma diventa fertile terreno per le emozioni e per la vita.
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Ognuno di noi nasce con un tot di carburante nel serbatoio di cui non ne conosciamo la quantità. A qualcuno è stato fatto il pieno, altri ne hanno metà ed altri nascono che sono gia in riserva. L’unica cosa sana è andare in moto come niente fosse e quando poi sentirai che il carburatore si svuota improvvisamente, è il tuo momento. L’importante però è non essere andato a passo di lumaca tutta la vita per timore di questo momento!
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Alla fine ogni arrivo non e’ altro che una nuova partenza. Non puoi farci nulla, sei costretto a viaggiare! Quello che ti e’ concesso e’ scegliere come e con chi.
***

Come un popolo nomade che viaggia in tutto il mondo a volte ci sentiamo in equilibrio solo sulle nostre moto…

***

 

Resto sempre affascinato da questo modo di andare in moto, da questa passione per l’avventura in sella alle due ruote, unita al continuo tentativo di migliorare le proprie prestazioni e di superare i propri limiti.

La parte più interessante dell’intervista è stata quando Michael mi ha elencato i punti del loro Archivio di Saggezza, frutto dell’esperienza e della fatica di tanti motociclisti. Ne riporto alcuni, tra i più significativi: chissà se potranno essere utili per qualcuno che si sente un Iron Butt in pectore.

• Conoscete i vostri limiti e pianificate il viaggio basandovi su questi: se non avete mai fatto più di 500 km al giorno, non progettatene 1000.

• Le velocità alte e le lunghe distanze non hanno nulla in comune. Di certo vi affaticherete di più per il vento; poi, se vi va bene, vi dovrete fermare di più per i rifornimenti, se vi va male per le multe o per altro.

• Lasciate a casa stimolanti di ogni genere: quando sentite il bisogno di qualcuna di quelle schifezze, quello è il momento di fermarvi.

• Preparate bene la moto prima del viaggio: gomme, candele, olio.

• Non fate lavori importanti sul motore subito prima di un lungo viaggio: anche i migliori meccanici possono fare cazzate.

• Imparate a fare le valigie: poca roba e ben accessibile, senza smontare tutto. Fatelo presente a vostra moglie, se viaggia con voi.

• Cercate stratagemmi per evitare la noia (già il fatto di scegliere un percorso panoramico aiuta molto).

• Volete vivere? State lontani dai camion: quando vi viene la tentazione di farvi «rimorchiare» da un TIR, pensate a come ci si può trovare infilati sotto il suo paraurti posteriore.

• Abbonatevi a un servizio di assistenza stradale internazionale (Europe Assistance, Mondial, eccetera).

• Sappiate quando fermarvi: quei dieci chilometri in più potrebbero costarvi cari. Ci sono alcuni sintomi tipo: «non riesco a mantenere la velocità costante», «perché mi dimentico di abbassare gli abbaglianti?» e il peggiore di tutti «chiudo gli occhi, ma solo per due secondi…»

• Non mangiate schifezze: evitate cotechino e sambuca a favore di carboidrati e acqua.

• Mettetevi la giacca da pioggia prima che piova. Io non ci sono mai riuscito, ma per lo meno c’è l’effetto positivo che, quando mi infilo il K-Way, subito esce il sole.

• Portate un kit di attrezzi (e magari sappiateli anche usare). Oltre alle chiavi inglesi: cavo acceleratore, candele, cavi per batteria, nastro isolante, pila, filo isolato, un flacone di Fast, un tubetto (per succhiare la benzina). Infilate da qualche parte una mezza bottiglia d’acqua, aspirina e pastiglie per il mal di testa. A qualche amico suggerirei anche una scorta di profilattici.

Roberto Parodi, Il cuore a due cilindri

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