Aforismi d’Autore

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FRASI SUL PESSIMISMO

luglio 24th, 2014

pessimismo

Il pessimismo significa, in breve, giocare una partita sicura. Non puoi mai perderla; puoi vincere. È la sola visione della vita dalla quale non verrai mai deluso. Avendo realizzato cosa fare nelle peggiori circostanze possibili, quando sorgono le migliori, come potrebbe capitare, la vita diventa un gioco da ragazzi
Thomas Hardy
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Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere: è una vittima del “senso” della vita.
Emil Cioran
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«Prendete una qualsiasi persona, versatele dentro cinque o sei litri di birra, e ne farete un ubriaco» diceva Schopenhauer agli alunni del suo corso di Pessimismo all’università di Jena. Era una frase che il Maestro ripeteva spesso, e gli alunni si chiedevano ogni volta se il loro insegnante era molto profondo o molto ubriaco.

In realtà, Schopenhauer voleva dire che ognuno di noi è un ubriaco in potenza. Naturalmente, essendo ubriaco, aveva bisogno del paragone della birra per dare un’idea dell’ubriachezza. Se fosse stato sobrio, avrebbe usato altri termini, e non si sarebbe sdraiato sulla cattedra.

In realtà, soleva chiedersi spesso il filosofo, cos’è un ubriaco? E, penso, qualcuno di voi si sarà talvolta rivolto la stessa domanda. Non è, evidentemente, uno che beve. Tutti noi beviamo. Non è nemmeno, uno che beve molto. I cammelli bevono molto, ma non ne ho mai visto uno cacciato fuori da un bar.
Stefano Benni, Bar Sport
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Il pessimista è uno che si prepara al peggio… vivendo peggio.
Mauro Soldano
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L’ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità
Winston Churchill
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Chi vede tutto nero e teme sempre il peggio e prende le sue misure in questo senso, non si sarà sbagliato tanto spesso quanto colui che dà alle cose un colore e una previsione serena.

Arthur Schopenhauer
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Un pessimista è uno che crea difficoltà dalle sue opportunità e un ottimista è colui che crea opportunità dalle sue difficoltà
H.S.Truman
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Voglio dire, mettiamola così: voi immaginate che niente abbia un senso, ma non può essere che tutto sia così, perché vi rendete conto che non ha senso e questa vostra consapevolezza gli dà quasi un senso. Avete capito quello che intendo? Un pessimismo ottimistico.

Charles Bukowski
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Quando tutti i giorni sembrano uguali è perché l’uomo ha smesso di percepire le cose buone che capitano nella vita ogni volta che il sole attraversa il cielo
Paulo Coelho
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Ottimismo Quando la voce della radiosveglia è quella del ministro Calderoli, uno che neanche Nostradamus poté immaginare nelle sue più lugubri quartine. O quando la prima immagine del telegiornale è quella degli avvocati del premier che a dozzine, come le uova, presidiano la fortezza dei Porci comodi. O quando la prima impressione del mondo è che i mostri ne abbiano preso possesso, sotto forma di ganze con la bocca rifatta che invadono il video, o dei brutti di fondovalle che incredibilmente fanno il ministro. È allora che, da subito, si vorrebbe disconnettere la propria esistenza da quella degli altri. Girarsi dall’altra parte e rimettersi a dormire, come se quelle voci fossero state solo un brutto e mediocre sogno. E chiedersi come mai non si è ancora provveduto a farsi svegliare, al mattino, solo dallo schiamazzo degli uccellini, al riparo dalla cronaca e (magari!) dalla Storia. Poi, si sa, non è così che si decide di fare. Basta pochissimo – un pensiero decente, una faccia dignitosa, una parola allegra – a rassicurarci, o comunque a rabbonirci. Nel mare di pessime cose che ci ondeggia attorno, e minaccia di sopraffarci, anche un turacciolo apparso all’improvviso ci sembra l’isola sulla quale mettersi in salvo. Ci ho pensato parecchio, e ho concluso che quello che ci frega non è il pessimismo, non la depressione, non il malumore. Quello che ci frega, e ci fa alzare al mattino, e non ci fa disertare, è l’ottimismo. Se il nostro sguardo sul mondo fosse un poco più lucido avremmo già dato, da tempo, le dimissioni.

Michele Serra
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La venerazione del passato conduce a un pessimismo ingiustificato sul presente e impedisce di capire che l’avvenire non è già più quello che era.
Paul Valery
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Colui che è stato educato al pessimismo e ne è divenuto il discepolo, e per giunta, in qualità di epigono, intende trasportarlo nel proprio tempo, vede in esso un tema classico, un tema eterno. Sa bene quello che il pessimismo esige e quello che si esige da esso. Egli è il pessimista della verità, se così si può chiamare costui. Il pessimismo onora la verità: questa la tesi generale. Questo pessimista ha seguito il retto cammino dell’onore. Egli ha onorato la verità. Questo è il pessimismo che vogliamo con tutte le nostre forze, egli dice: percorrere il cammino che percorre ogni uomo che si sia accostato alla verità sino al suo nucleo più crudele, là dove essa non è più con lui. Perché la verità è il tutto contro la parte, il tutto contro di te.

Manlio Sgalambro

FRASI SU VAGGIARE IN MOTO

giugno 12th, 2014

MOTOCICLETTA

Davanti a te sembrava infinita la via, a destra il mare , a sinistra il verde. Immensa distesa. Non dimenticherai mai quel viaggio in moto. Le ruote sembravano percorrere direttamente le strade della tua anima. Nei yuoi pugni stretti c’era il cuore dell’universo. È lì, proprio in quel momento, che decidesti che la tua vita sarebbe cambiata, che meritava molto di più. Sapevi bene che al ritorno bib saresti stato più lo stesso. MAI PIU’.
Anton Vanligt

Home is wherever you can drive.
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Si vive più andando cinque minuti al massimo su una moto come questa di quanto non faccia certa gente in un’intera vita,
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Siate liberi di guardare lontano o anche oltre l’orizzonte, liberi di viaggiare veloci o lentissimi, dove ci porta il suono schietto della moto che annuncia il vostro arrivo come il tuono annuncia il temporale.
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Quattro ruote muovono il corpo. Due l’anima.
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Quando vedi la paura davanti a te…dai gas e sorpassala.
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La differenza tra il viaggio in macchina o su una moto, è come la differenza tra osservare il mondo come spettatore o far parte del mondo.
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“Un pilota di moto lo puoi riconoscere anche al ristorante. È quello che impugna la forchetta con il pollice e l’indice della mano sinistra.” Kenny Roberts
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Andavo bene a scuola. Facevo bene un sacco di altre cose. Ma io volevo correre. Forte, fortissimo. Con la moto. E l’ho fatto. Pensa se non ci avessi provato
.
Valentino Rossi
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La strada non è una semplice striscia di asfalto, ma diventa fertile terreno per le emozioni e per la vita.
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Ognuno di noi nasce con un tot di carburante nel serbatoio di cui non ne conosciamo la quantità. A qualcuno è stato fatto il pieno, altri ne hanno metà ed altri nascono che sono gia in riserva. L’unica cosa sana è andare in moto come niente fosse e quando poi sentirai che il carburatore si svuota improvvisamente, è il tuo momento. L’importante però è non essere andato a passo di lumaca tutta la vita per timore di questo momento!
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Alla fine ogni arrivo non e’ altro che una nuova partenza. Non puoi farci nulla, sei costretto a viaggiare! Quello che ti e’ concesso e’ scegliere come e con chi.
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Come un popolo nomade che viaggia in tutto il mondo a volte ci sentiamo in equilibrio solo sulle nostre moto…

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Resto sempre affascinato da questo modo di andare in moto, da questa passione per l’avventura in sella alle due ruote, unita al continuo tentativo di migliorare le proprie prestazioni e di superare i propri limiti.

La parte più interessante dell’intervista è stata quando Michael mi ha elencato i punti del loro Archivio di Saggezza, frutto dell’esperienza e della fatica di tanti motociclisti. Ne riporto alcuni, tra i più significativi: chissà se potranno essere utili per qualcuno che si sente un Iron Butt in pectore.

• Conoscete i vostri limiti e pianificate il viaggio basandovi su questi: se non avete mai fatto più di 500 km al giorno, non progettatene 1000.

• Le velocità alte e le lunghe distanze non hanno nulla in comune. Di certo vi affaticherete di più per il vento; poi, se vi va bene, vi dovrete fermare di più per i rifornimenti, se vi va male per le multe o per altro.

• Lasciate a casa stimolanti di ogni genere: quando sentite il bisogno di qualcuna di quelle schifezze, quello è il momento di fermarvi.

• Preparate bene la moto prima del viaggio: gomme, candele, olio.

• Non fate lavori importanti sul motore subito prima di un lungo viaggio: anche i migliori meccanici possono fare cazzate.

• Imparate a fare le valigie: poca roba e ben accessibile, senza smontare tutto. Fatelo presente a vostra moglie, se viaggia con voi.

• Cercate stratagemmi per evitare la noia (già il fatto di scegliere un percorso panoramico aiuta molto).

• Volete vivere? State lontani dai camion: quando vi viene la tentazione di farvi «rimorchiare» da un TIR, pensate a come ci si può trovare infilati sotto il suo paraurti posteriore.

• Abbonatevi a un servizio di assistenza stradale internazionale (Europe Assistance, Mondial, eccetera).

• Sappiate quando fermarvi: quei dieci chilometri in più potrebbero costarvi cari. Ci sono alcuni sintomi tipo: «non riesco a mantenere la velocità costante», «perché mi dimentico di abbassare gli abbaglianti?» e il peggiore di tutti «chiudo gli occhi, ma solo per due secondi…»

• Non mangiate schifezze: evitate cotechino e sambuca a favore di carboidrati e acqua.

• Mettetevi la giacca da pioggia prima che piova. Io non ci sono mai riuscito, ma per lo meno c’è l’effetto positivo che, quando mi infilo il K-Way, subito esce il sole.

• Portate un kit di attrezzi (e magari sappiateli anche usare). Oltre alle chiavi inglesi: cavo acceleratore, candele, cavi per batteria, nastro isolante, pila, filo isolato, un flacone di Fast, un tubetto (per succhiare la benzina). Infilate da qualche parte una mezza bottiglia d’acqua, aspirina e pastiglie per il mal di testa. A qualche amico suggerirei anche una scorta di profilattici.

Roberto Parodi, Il cuore a due cilindri

FRASI SUL TORNARE

giugno 7th, 2014

TORNARE

C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato. Da sé stessi non si può fuggire.
Andrej Tarkovskij, Tempo di viaggio

Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.
Jose’ Saramago, Viaggio in Portogallo

Un’altra volta ti rivedo, | città della mia infanzia paurosamente perduta… | città triste e lieta, un’altra volta sogno qui… | Io? Ma sono lo stesso che qui ha vissuto, e qui è tornato, | e qui è tornato a tornare, e a ritornare. | E qui di nuovo sono tornato a tornare? | O siamo tutti gli Io che sono stato qui o sono stati, | una serie di chicchi-enti legati da un filo-memoria, | una serie di sogni di me, di qualcuno fuori di me?.
Fernando Pessoa,   Lisbon revisited 1926

Sono sulla strada di casa ed è mattina. L’automobile sta divorando i chilometri; oltre il cofano aggressivo, vedo la linea dolce della campagna punteggiata di olivi e di cipressi. Devo tornare, tornare. Sono partito troppo tardi, o troppo presto. Ci sono troppe cose incomprensibili, ormai; non riesco a capire se sono troppo giovane o troppo vecchio per queste cose
Mauro Senesi, Aspetta un po’ che la bambina cresca

«Voglio tornare».
Queste parole le affiorarono alla mente non appena l’odore raggiunse il suo naso. Non sapeva come le fosse venuta in testa quell’idea, né dove voleva tornare. Ovviamente non nella casa da cui era appena uscita. Perché non voleva tornare a casa? E dove avrebbe voluto andare? La sensazione di avere smarrito la strada
Natsuo Kirino,     Le quattro casalinghe di Tokyo

«Cosa fai ancora qui?». La sua voce non era cattiva, ma non era neppure gentile; Sylvie si stava irritando.
«E dove dovrei essere?» chiese Irena.
«A casa tua!».
«Vuoi dire che qui non sono più a casa mia?».
Naturalmente non voleva cacciarla dalla Francia, né farla sentire una straniera indesiderabile: «Sai benissimo cosa voglio dire».
«Sì, lo so, ma ti sei dimenticata che qui ho il mio lavoro? la mia casa? i miei figli?».
«Senti, conosco Gustaf. Farà di tutto perché tu possa tornare nel tuo paese. E le tue figlie… Non raccontarmi storie! Ormai hanno la loro vita! Dio santo, Irena, quel che sta succedendo da voi è così affascinante! In una situazione del genere le cose si sistemano sempre».
«Ma Sylvìe! Non ci sono solo gli aspetti pratici, il lavoro, la casa. Vivo qui da vent’anni. La mia vita è qui!».
«C’è una rivoluzione da voi!». Lo disse in un tono che non ammetteva repliche. Poi rimase zitta. Con quel silenzio, voleva dire a Irena che quando accadono grandi cose non si deve disertare.
«Ma se torno nel mio paese non ci vedremo più» disse Irena per mettere l’amica in imbarazzo.
Questa demagogia dei sentimenti andò a vuoto. La voce di Sylvie si fece calorosa: «Ma cara, verrò a trovarti! Te lo prometto, davvero!».
Erano sedute l’una accanto all’altra davanti a due tazze di caffè vuote da un pezzo. Irena vide lacrime di emozione negli occhi di Sylvie, che si chinò verso di lei e le strinse la mano: «Sarà il tuo grande ritorno». E di nuovo: «Il tuo grande ritorno».
Ripetute, le parole acquistarono una tale forza che, dentro di sé, Irena le vide scritte con la maiuscola: Grande Ritorno. Smise di ribellarsi: fu stregata da immagini che d’improvviso affiorarono da vecchie letture, da film, dalla sua memoria e forse da quella dei suoi antenati: il figlio perduto che ritrova la vecchia madre; l’uomo che si ricongiunge all’amata cui l’aveva strappato una sorte feroce; la casa natale che ciascuno porta dentro di sé; il sentiero riscoperto dov’è rimasta l’impronta dei passi perduti dell’infanzia; Ulisse che rivede la sua isola dopo anni di vagabondaggio; il ritorno, il ritorno, la grande magia del ritorno.
Milan Kundera , L’ignoranza

Ma leggere vuol dire uscire da sé solo per rientrarvi, tornare dentro di sé arricchiti, scossi, forse per sempre strappati al torpore quieto e stagnante, svegliati dal sonnambulismo del quotidiano.
Franco Ferrarotti, Leggere, leggersi

Un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte
Alessandro Baricco, Oceanomare

FRASI SULL’ARROGANZA

maggio 30th, 2014

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L’arroganza non fa strada,  si crea intorno terra bruciata e sotto ai piedi sabbie mobili
Anton Vanligt
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L’arroganza può portarci a umiliare un nostro simile. L’eleganza ci insegna a camminare nella luce.
Paulo Coelho, Il manoscritto ritrovato ad Accra
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L’arroganza agisce per rendere più difficile il senso delle parole, perchè ci fa credere che l’intellignza sia appannaggio di pochi eletti in frasi che tutti possono comprendere.
Paulo Coelho, Il manoscritto ritrovato ad Accra
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È superstizioso riporre le proprie speranze nelle formalità, ma arrogante rifiutare di sottomettervisi.
Blaise Pascal
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Il maestro disse: Il prodigo è arrogante e l’avaro è meschino. È preferibile la meschinità all’arroganza.
Confucio
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L’arrogante, mentre crede di imporsi con la forza, in realtà è schiavo di se stesso e non ha intelligenza per valutarsi e definirsi.
Domenico Sigalini
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L’arroganza rampante di una certa categoria di politici e finanzieri è come un’infezione di una ferita: se non si cura rapidamente (magari con mezzi drastici) si allarga e infetta l’intero organismo sociale.
Enzo Di Frenna
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L’arroganza si limita solo alle parole.
Tito Livio

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Profumo, pellicce, biancheria fine, gioielli: lussuosa arroganza di un mondo dove non c’è posto per la morte; ma essa restava in agguato dietro quella facciata, nel segreto grigiastro delle cliniche, degli ospedali, delle camere chiuse.
Simone de Beauvoir

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Riguardo all’arroganza, i violenti la soffrono, ma i saggi la deridono.
Tito Livio, attribuita ad Astimede
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L’arroganza attira odio e invidia. L’eleganza suscita rispetto e amore.
Paulo Coelho, Il manoscritto ritrovato ad Accra
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L’uomo nella sua arroganza si crede un’opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali.
Charles Darwin, L’origine dell’uomo

Gli aforismi di Zürau (Franz Kafka)

maggio 27th, 2014

 

libro

È ridicolo come ti sei bardato per questo mondo.
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Nella lotta fra te stesso e il mondo, asseconda il mondo.
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Con una luce fortissima si può dissolvere il mondo. Dinanzi ad occhi deboli esso si consolida, dinanzi a occhi ancora più deboli gli crescono i pugni, dinanzi a occhi più deboli ancora diventa pudico e annienta colui che osa guardarlo.
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In teoria esiste una perfetta possibilità di felicità: credere nell’indistruttibile in sé e non aspirare ad esso.
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Questa sensazione: «Qui non mi ancorerò» – e subito sentire attorno a te la marea montante, che ti porta via.
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Lo spirito diventa libero solo quando cessa di essere un appiglio.
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Non è necessario che tu esca di casa. Resta al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta e basta. Non aspettare neppure, sta’ in completo silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per esser smascherato, non può farne a meno, in estasi ti si torcerà dinanzi”.
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Tutti gli errori umani sono impazienza, interruzione precipitosa di ciò che è metodico, apparente recinzione intorno all’apparente.
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Da un certo punto in poi non c’è più ritorno. È questo il punto da raggiungere.
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Tu sei il compito. Nessuno scolaro è visibile, a perdita d’occhio.
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I nascondigli sono innumerevoli, la salvezza una sola, ma le possibilità di salvezza sono tante quante i nascondigli.
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C’è una meta, ma non una via; ciò che chiamiamo via è un indugiare.
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Non miro all’autocontrollo. Autocontrollo significa voler agire su un punto qualsiasi delle infinite irradiazioni della mia esistenza spirituale. Ma se devo tracciare intorno a me cerchi del genere, allora preferisco farlo con l’inattività, con la semplice meraviglia di fronte al complesso immane, e portarmi a casa solo il corroboramento che quella vista, e contrario, produce.
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La via è infinita, nulla c’è da togliervi, nulla da aggiungervi, eppure ognuno vuole metterci anche il suo metro infantile.

FRASI DI PAUL WATZLAWICK

maggio 20th, 2014

PAUL WATZLAWICK

L’illusione più pericolosa è quella che esista soltanto un’unica realtà.
PAUL WATZLAWICK, da La realtà della realtà
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“Sai”, dice un antropologo ad un collega, “hanno finalmente scoperto l’anello mancante tra la scimmia e l’Homo sapiens.” “fantastico: e qual è?” chiede l’altro; il primo risponde: “L’uomo…”
PAUL WATZLAWICK, da Di bene in peggio
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L’uomo è infelice perché non sa di essere felice.
PAUL WATZLAWICK, da Istruzioni per rendersi infelici
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Da un essere umano, che cosa ci si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni di questo mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa, tanto che alla superficie della felicità salgano solo bollicine, come sul pelo dell’acqua; gli si dia di che vivere, al punto che non gli rimanga altro da fare che dormire, divorare dolci e pensare alla sopravvivenza dell’umanità; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano vi giocherà un brutto tiro, per pura ingratitudine, solo per insultare. Egli metterà in gioco persino i dolci e si augurerà la più nociva assurdità, la più dispendiosa sciocchezza, soltanto per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio funesto e fantastico elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità…” Queste parole uscirono dalla penna dell’uomo che Friedrich Nietzsche considerava il più grande psicologo di tutti i tempi: Fëdor Mikhailovič Dostoevskij. E tuttavia esse esprimono, anche se in forma piacevole e convincente, ciò che la saggezza popolare conosce da sempre: nulla è più difficile da sopportare di una serie di giorni felici.
PAUL WATZLAWICK, Istruzioni per rendersi infelici
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Se non fossi una strega direi che la situazione sembra stregata” si lamentava Ecate in occasione di un recente incontro al vertice avvenuto nella villa sul Mediterraneo. “Ci logoriamo di lavoro per far sì che gli uomini siano convinti che esiste una unica visione della realtà, cioè la propria; li suggestioniamo fino a persuaderli di sapere con assoluta certezza cosa c’è nella testa degli altri, in modo che ogni verifica appaia inutile è eppure c’è sempre qualcuno che esce dai ranghi e rovina tutto
PAUL WATZLAWICK
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Nella visione monadica ci domandiamo il motivo, l’origine la causa, quindi il “perché”, nella visione pragmatica ci chiediamo “ciò” che accade qui e ora.

PAUL WATZLAWICK,Il codino del Barone di Münchhausen
***

Tal cantata, tal sonata. Ce l’hanno già detto quando eravamo ancora bambini. E con la testa certo lo sappiamo; ma solo pochi fortunati riescono a crederlo davvero fino in fondo. Se ci riuscissimo, sapremmo di essere i creatori non solo della nostra infelicità, ma anche nella stessa misura della nostra felicità.
PAUL WATZLAWICK, Istruzioni per rendersi infelici
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LAVORO SIGNIFICA DIGNITA’

maggio 1st, 2014

lavoro
“La disoccupazione che interessa diversi Paesi europei è la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro, perché ha messo al centro un idolo, che si chiama denaro!”
PAPA FRANCESCO

FRASI DI PAPA GIOVANNI XXIII e GIOVANNI PAOLO II

aprile 27th, 2014

papi

27 APRILE 2014-   Canonizzazione dei Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Ecco alcune delle loro più celebri frasi:

frasi di PAPA GIOVANNI XXIII- Angelo  Roncalli,   ribattezzato dai fedeli il “Papa Buono”

Se tutti gli uomini rappresentano Dio
perchè non li amerò tutti,
perchè li disprezzerò,
perchè non sarò con essi rispettoso?

Questo è il riflesso che mi deve trattenere
dall’offendere i miei fratelli in qualche modo:
ricordami che tutti sono immagine di Dio
e forse l’anima loro è più bella
e più cara al Signore che non al mia.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
***

Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni. Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
***

La cosa più bella che si possa dire a un sacerdote è: oggi andrai in paradiso!
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
***

Sono pronto ad andare dovunque il signore mi chiami
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
***

Perchè piangere? È un momento di gioia questo, un momento di gloria.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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Votate pure i fascisti, io non me la sento in coscienza di cristiano e di sacerdote
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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Dio non guarda alle molteplicità delle azioni, ma al modo in cui si fanno.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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Cerchiamo sempre ciò che ci unisce, mai quello che ci divide.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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Basta ricordare ai giovani che il mondo esisteva già prima di loro e ricordare ai vecchi che il mondo esisterà anche dopo di loro.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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In una convivenza ordinata e feconda va posto come fondamento il principio che ogni essere umano è persona cioè una natura dotata di intelligenza e di volontà libera; e quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura: diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
***

“Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci del mondo; e qui di fatto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera… Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo… Noi chiudiamo una grande giornata di pace… Sì, di pace: ‘Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà’.
Se domandassi, se potessi chiedere ora a ciascuno: voi da che parte venite? I figli di Roma, che sono qui specialmente rappresentati, risponderebbero: ah, noi siamo i figli più vicini, e voi siete il nostro vescovo. Ebbene, figlioli di Roma, voi sentite veramente di rappresentare la ‘Roma caput mundi’, la capitale del mondo, così come per disegno della Provvidenza è stata chiamata ad essere attraverso i secoli.
La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, un fratello divenuto padre per volontà di Nostro Signore… Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nell’incontro: cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte, se c’è, qualche cosa che ci può tenere un po’ in difficoltà… Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: “Questa è la carezza del Papa”. Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il Papa è con i suoi figli specie nelle ore della mestizia e dell’amarezza… E poi tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino. Addio, figlioli. Alla benedizione aggiungo l’augurio della buona notte”
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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frasi di PAPA GIOVANNI PAOLO II – Karol Wojtyla 

 Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!

Papa Giovanni Paolo II

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Non so se potrei bene spiegarmi nella vostra… nostra lingua italiana. Se mi sbaglio, mi corigerete

Papa Giovanni Paolo II

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Coraggio, la santità è possibile, è possibile in qualunque situazione, nonostante i condizionamenti del male. Alla crisi del nostro tempo può dare una risposta adeguata solo una grande fioritura di santità.

Papa Giovanni Paolo II

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La Chiesa si inginocchia e implora il perdono per i peccati passati e presenti di tutti i suoi figlioli.

Papa Giovanni Paolo II

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Cristo non ci ha detto “sedete in Vaticano” ma andate in tutto il mondo.

Papa Giovanni Paolo II

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I poveri non possono venire da me allora devo essere io ad andare da loro, in ogni angolo della Terra.

Papa Giovanni Paolo II

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Abbiamo bisogno dell’entusiasmo dei ragazzi, abbiamo bisogno della loro gioia di vivere

Papa Giovanni Paolo II

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Voi siete l’avvenire del mondo, la speranza della Chiesa, voi siete la Mia speranza

Papa Giovanni Paolo II

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È l’amore che converte

i cuori e dona la pace.

Papa Giovanni Paolo II

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L’amore non è una cosa che si può insegnare,

ma è la cosa più importante da imparare

Papa Giovanni Paolo II

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L’amore è la forza costruttiva di ogni positivo cammino per l’umanità

Papa Giovanni Paolo II

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L’amore mi gha spiegato

ogni cosa.  L’amore

ha risolto tutto per me

Papa Giovanni Paolo II

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Per l’amore il corpo

non è che un tramite

Papa Giovanni Paolo II

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Ai giovani: spendete bene la vita, è un tesoro unico

Papa Giovanni Paolo II

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Giovani, il Papa si sente immensamente felice in vostra compagnia

Papa Giovanni Paolo II

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No alla Guerra! La guerra non è sempre inevitabile. È sempre una sconfitta per l’umanità

Papa Giovanni Paolo II

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Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono.

Papa Giovanni Paolo II

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La ragione e la Fede vanno insieme, di pari passo. Perchè se la Fede vuole fare a meno della ragione si cade nel fondamentalismo e nelle superstizioni. Ma se la ragione vuole fare a meno della Fede ci incamminammo verso i regimi dittatoriali e assolutisti.

Papa Giovanni Paolo II

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FRASI SULLA PERFEZIONE

aprile 22nd, 2014

dali
Non aver paura della perfezione. Non la raggiungerai mai.
Salvador Dalì
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Io sono nessuno. Nessuno è perfetto.
Alfredo Accatino
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Se la perfezione non fosse una chimera, non avrebbe tanto successo.

Honoré de Balzac
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La perfezione non è essere perfetti, ma tendere continuamente ad essa.
Johann Gottlieb Fichte
***

Sabbia a perdita d’occhio, tra le ultime colline e il mare – il mare – nell’aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.

La spiaggia. E il mare.

Potrebbe essere la perfezione – immagine per occhi divini – mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità – verità – ma ancora una volta è il salvifico granello dell’uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un’inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore.
Alessandro Baricco, oceanomare
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“Vedi, ci sono momenti in cui la perfezione stessa appare in una mano o in un volto, in qualche sfumatura sui fianchi di una collina o sul mare, momenti in cui ti si paralizza il cuore di fronte al miracolo della bellezza… Quella creatura mi pareva in quel momento un superbo uccello acquatico, ora un airone, ora un cigno. Ho detto che i suoi capelli erano biondi, ma no, come muoveva leggermente la testa prendevano talora dei riflessi azzurrini, talora sembravano percorsi da un fuoco leggero. Le scorgevo di profilo il seno, morbido e delicato come il petto di una colomba. Ero diventato puro sguardo. Vedevo qualcosa di antico, perché sapevo non di vedere una cosa bella ma la bellezza stessa, come sacro pensiero di Dio. Scoprivo che la perfezione, a scorgerla per una volta, e una volta sola, era qualcosa di lieve e leggiadro. Guardavo quella figura da lontano, ma sentivo che su quell’immagine non avevo presa, come accade quando sei avanti negli anni, e ti sembra di scorgere segni chiari sopra una pergamena, ma sai che appena ti avvicinerai essi si confonderanno, e che non potrai mai leggere il segreto che quel foglio ti prometteva – o come nei sogni, che ti appare qualche cosa che vorresti, allunghi la mano, muovi le dita nel vuoto, e non afferri nulla.”
Umberto Eco, Baudolino
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Se la misura della dimora è perfetta in ogni aspetto, allora ci sarà perfezione nell’universo.
Mayamata XXII
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Dio mi guardi dalla perfezione, il peggior genere letterario che esista.
Paul Léautaud
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La perfezione ha un grave difetto: ha la tendenza ad essere noiosa.
William Somerset Maugham
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Riposare nella perfezione è il sogno di chi tende all’eccelso, e non è forse il nulla una forma di perfezione?
Thomas Mann

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