Aforismi

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VORREI PARLARTI DI TE

ottobre 7th, 2013

Vorrei parlarti di te, dirti chi sei, da dove vieni, parlarti di quanto sei speciale solo guardando il tuo sorriso, che avvolte si spegne e non sa tornare indietro, vorrei parlarti dei tuoi difetti che mischiati tra loro mi fanno innamorare di te, sembra assurdo, ma non lo è, mi piacciono i tuoi gesti, avvolte sicuri, altri incerti, i movimenti delle tue mani, come muovi la schiena quando cammini e inclini la testa, quando sei pensierosa, il profumo dei tuoi capelli quando ti sistemi, e quando ti guardo il viso e sorridi con gli occhi.

Vorrei parlarti di te, di quanto vorrei sognare al tuo fianco, e dirti, come la mia voce trema quando mi chiedono di te, prendere la tua mano ed essere quella persona che ti dica, che andrà tutto bene, anche quando la vita e dura con te, quando ti chiudi a riccio per paura di essere libera nell’aria, quando le tue catene stringono i polsi, e sanguinano, potrei disinfettarti le ferite e liberarti da ogni ferro, che ti tiene imprigionata ad ogni cattivo pensiero…

Vorrei raccontarti, e dirti quanta paura ho a vederti camminare lontano, senza di me.

(Ejay Ivan Lac)

PARLARE DI TE

IL PIANETA

ottobre 7th, 2013

Se vogliamo che la nostra esistenza possa migliorare il pianeta, e bene che noi tutti prendiamo coscienza, amare, anche quando amore non c’è, solo in questo modo possiamo far ritornare nei cuori di ogni essere umano, questo sentimento ormai perso!

(Ejay Ivan Lac)

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QUELLO CHE MI HA SORPRESO SI PIU’

ottobre 6th, 2013

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Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.

Dalai Lama

LA VANITA’ È LA BASE DI OGNI COSA

ottobre 6th, 2013

VANTO

Mi sono convinto che la vanità è la base di ogni cosa e che persino ciò che chiamiamo coscienza non è altro che la vanità interiore
Gustave Flaubert

FRASI SULLA COSCIENZA

ottobre 5th, 2013

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Se sei in pace con la tua coscienza, nessuna parola può farti del male
Anton Vanligt

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Non ascoltare il solito vocìo delle chiacchiere e dei consigli non richiesti. La voce della coscienza, quello è l’unico sentiero che non sbagli a perseguire
Anton Vanligt
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Anche se la coscienza appare un attributo di ciascun individuo, per capirne l’opera occorre esaminare un gruppo sociale interagente, e non un singolo cervello e certamente non una parte isolata di un singolo cervello. Soltanto nel contesto del gruppo sociale è possibile capire in qual modo la coscienza (la nostra capacità di ricavare conoscenze e di mettere al corrente gli altri circa gli stati del nostro cervello) abbia determinato la nostra evoluzione culturale.
Armando De Palma , Germana Pareti, Mente e corpo

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La coscienza è il tramite fra ciò che è stato e ciò che sarà, un ponte gettato tra il passato e il futuro.

Henri Bergson, L’evoluzione creatrice
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La coscienza non si insegna, la coscienza è istinto.
La coscienza non è qualcosa che si dà a chi non la possiede.
Tu non porti dall’esterno una lampada accesa in una stanza buia.
Ma la lampada ardeva già nella stanza e la stanza era coperta da uno spesso velo e quando tu togli il velo, la stanza si illumina.
Giovanni Guareschi

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«Signor Andreotti, come fa ad avere la coscienza sempre pulita?» «Non la uso mai!» Anonimo.

Gino & Michele, anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano
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Vi è qualcosa di sacro in ogni essere che non sa di esistere, in ogni forma di vita indenne da coscienza.

Emil Cioran, La caduta nel tempo
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Le fobie e le ossessioni sono estranee alla coscienza normale come lo sono i sogni per la coscienza vigile, e la loro origine è ignota alla coscienza come quella dei sogni
Sigmund Freud
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Tu ed io

ottobre 5th, 2013

bacio

Siamo aliti di vento caldo, tu ed io.
Ci avviluppiamo nelle stesse vene per irrorarci d’ amore,
per imbrattarci le gole con la vita.

Ci catturiamo nei polmoni sino all’ultimo respiro, come la fiammella cattura
la falena, nel battito di un ultimo valzer notturno.
Viviamo di piccoli momenti, di carezze fatte sulla fronte.
Di poesia ricamata sulla carta.
Di emozioni che c’ imporporano il viso.

Ci cerchiamo nella polvere dei gesti, fra il candore dell’inverno quando fiocca.
Dentro ai baci degli amanti intrisi sulle labbra.
Siamo refoli sospinti dalla Terra, tu ed io.
Creati per essere raccolti nello stesso ventre.
Lì, dove i sogni, ci premono sul petto.
Lì, dove l’ anima, non si separa dalla carne.

Tanya Bì ©

DAMMI TE E NIENTE ALTRO

ottobre 5th, 2013

Dammi solo l’opportunità di dimostrarti che io, ho il cuore che senza di te no ha energia, fammi dimostrare, che posso capirti anche se stai in silenzio, che posso sostenerti dove altri affondano, che posso farti volare senza fare promesse, che so asciugare le tue paure, anche solo con una carezza, posso farti fiorire anche quando non batte il sole e tenerti nel letto, anche solo per abbracciarti…

Dammi l’opportunità, di avere te, e niente altro!

(Ejay Ivan Lac)

DAMMI TE

UN CUORE DOPPIO

ottobre 5th, 2013

Ho un cuore doppio, si è modificato con il tempo, la sua struttura oscilla dalla cattiveria all’amore, batte forte perché dentro di lui c’è un fiume di pensieri, molte volte perde la ragione e aggredisce, senza paura, ma se qualcuno sa tenerlo a bada, riesce a pompare solo amore, non tradisce, non fa male, ma nella sua natura riesce a deludere alcune volte, ma sa chiedere scusa, e quando lo fa, ha paura di non essere apprezzato….

Disegna sulla mia pelle i segni delle lotte e del passato, portando il mio essere a diventare quello che sono ora, una molla che salta solo con un soffio, l’amore, l’affetto, sono le uniche cose che se lo sfiorano, riescono a farlo rimanere disteso, riuscendo ad essere il più vero del mondo… Senza mai dimenticare il sangue bollente che circola sempre, ogni giorno, ad ogni ora dentro le mie vene!

(Ejay Ivan Lac)

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UN PO PASSIONE, UN PO VIOLENZA

ottobre 5th, 2013

Se quella notte non mi fermavo lo avrei fatto per ore, perfetta sconosciuta davanti a me, solo per qualche bicchiere di troppo ed una chiacchierata di due cuori infranti, seduti a parlare dei nostri problemi, e più ci facevano male e più continuavamo a bere, e così che dopo gli dissi quanto era attraente, lei mi fece un sorriso e mi tirò il tovagliolo sul viso, così mi alzai dalla sedia, la presi dalla bocca e la baciai, le nostre lingue subito si toccarono, mentre l’orologio segnava le 23:45 e il primo freddo di Ottobre avvolgeva questa città dai mille ricordi, di un’infanzia impossibile da mandare giù in un colpo, da quelle delusioni e ferite sul cuore che tappezzano ogni via della metropoli.

Così gli dissi, ti voglio, e la feci alzare dalla sedia, davanti al suo divano, la spinsi con rabbia su di esso, e continuai a baciarla, lei mi disse che ero troppo agitato, ma mi tolse la maglietta, sentire quelle mani sul mio petto mi rilassava il cuore, quel collo morbido da baciare e leccare, vedevo il suo seno dalla camicetta bianca, lei si tolse tutto e potei toccarla, il suo sguardo e gli occhi chiusi eccitavano ogni mia rabbia, immaginando quei visi che non ho mai potuto far sorridere per mano mia, lei era perfetta, per colmare quella sera il vuoto che, questa vita ha lasciato.

Come le note di un piano toccavo ogni sua parte, sdraiata sul divano, ero arrabbiato e lo era anche lei, forse fare sesso ci avrebbe sfogato, perché scatena in te la tensione per poi buttarla via come carta straccia, cosi gli aprii le gambe e con forza entrai nella sua anima, mi graffiò la schiena, e mi disse non ti fermare, anche se ero cattivo, anche se nessuno la sentiva respirare, mi sussurrava, non ti fermare, la guardavo negli occhi e gli chiusi la bocca con la mano, mentre guardavo il suo corpo muoversi con me, mi stringeva a lei, mi voleva sentire, ed io, continuavo a spingere, la dominavo, era mia, era parte dei miei istinti, le parole ormai erano aria che usciva, affannata di piacere, i pensieri ormai, erano diventati cenere, come l’incenso che smise di bruciare, mentre le ore passavano, lei mi fermò, appoggiando la sua bocca sotto di me, gli strinsi i capelli, e gli accarezzai il viso, in quel momento, provocò in me la scarica decisiva, che mi sciolse l’anima, lei si sporcò con il mio piacere, risalì sul mio viso, mi guardò e mi baciò sul collo…

Avrei potuto continuare tutta la notte, ma avevo paura di fagli del male, così la strinsi a me, addormentati nudi, come sulla riva del mare, senza amore, senza complicazioni, solo affetto, solo sesso e un po di rabbia…

(Ejay Ivan Lac)

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