Aforismi

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Credo

luglio 2nd, 2012

Credo nell’amore come arma “d’istruzione di massa”.

(by Michele Micky)

MARTA * GIANFRANCO BREVETTO

luglio 2nd, 2012

Viviamo in un’apparente immobilità legata alla meccanica. Qualcuno si direbbe, ma lo hanno già detto altri, ha dato la spinta iniziale alle cose e poi è andato via. O sta a guardare da qualche parte, ben nascosto. Nel fluire e rifluire delle citazioni e delle confusioni che assillano il nostro quotidiano e che sostanzialmente sono il modo scientifico di fare scienza, qualcuno sta alla finestra ad osservare, divertendosi.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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Oggi sono fuggito. Meglio, ho simulato una fuga. Dopo questa prova generale, ora so che tutto è pronto.
Oggi, ancora una volta, mi è apparso chiaro che sono circondato da individui sazi e da cose di poco valore.
Infatti, senza alcun motivo ho iniziato a correre [...] Fuggire è una cosa da vecchi, quando ci si sente braccati dal tempo, si ha il cuore in gola per gli impegni tracciati sugli innumerevoli foglietti di carta che ti riempiono le tasche.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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I bimbi sognano.
E lo farebbero sempre, se potessero. Forse diverrebbero degli adulti diversi. Se solo potessero farlo, Se non ci fossero le urla di chi li cerca e li sgrida ad interrompere la fine delle storie senza fine.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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un mattino, come il signore di Kafka, mi ero destato ed avevo scoperto di nonpiù scrivere. Non conoscevo più la scrittura e non sapevo più servirmene. Era stata per me una dannazione ma, anche e infine , una liberazione.
Non avrei più tracciato alcun segno del mio passaggio e delle mia memoria. Non avrei più partecipato alla lotteria degli scrittori e degli editori. Finalmente potevo dedicarmi alla letteratura.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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se nello scrivere vi è una tecnica, nel non scrivere vi è sicuramente l’arte.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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Amore è una parola solo pronunciata, la sua grafia, in realtà, è fatta di un breve sussurro e di sguardi.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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In strada apprezzò l’aria che le veniva sul viso ed iniziò a camminare, senza però sapere dove andare. Aveva sentito la morte arrivare, così prossima e imminente, sapeva ora cosa vuol dire sopravvivere.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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Marta appariva insofferente. Insofferente nei confronti di chi la giudicava, la consigliava, parlava in qualche modo di lei. Non che non accettasse consigli. Ciò che l’infastidiva, fino a innervosirla, era la pretesa di alcuni di sostituirsi a lei. Non accettava che nessuno dirigesse dall’esterno la sua vita. Nessun
uomo, nessuna amica, nessun parente avrebbero potuto fare ciò. Lei non lo avrebbe permesso.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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Amare gli uomini era stata una sfida.
Una continua rincorsa a possedere un nome, uno sguardo, una voce. Poi, iniziava il distacco. Amare, per Marta, era la sofferenza dell’allontanarsi.
Perché, l’amore in sé, è necessariamente rinchiuso in un solo unico momento, un respiro ed un gesto sospeso che non può riprodursi.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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Il racconto di sé
diventava la sua pelle, le parole, le sue labbra. Il ricordo, un amplesso. Una frase, un bacio.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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Noi due parlavamo usando l’imperfetto o il passato. Nulla si accenna del futuro, o a quello che avremmo fatto da lì a un’ora. E soprattutto il giorno
seguente. In verità, nemmeno io sapevo fin quando ci saremmo visti, se il nostro rapporto sarebbe finito dopo quel pomeriggio o sarebbe continuato.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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Marta conduceva la sua battaglia personale.
Lei voleva essere felice. Non riusciva, però, a capire perché gli altri non fossero dalla sua parte.
Questo la intristiva, la metteva di cattivo umore, la rendeva scontrosa. Odiava la tristezza che la circondava. A nessuno, però, lei avrebbe concesso
il diritto di toglierle il sorriso.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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Lei viveva del suo pensiero. Ne controllava facilmente i limiti, ma non aveva il coraggio di  valicarli. Si sentiva protetta di fronte all’enormità, così le appariva, della realtà.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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Sempre. Marta non voleva ammetterlo ma aveva avuto una, ed una sola, grande amica e nemica: Marta.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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Amava invece dare di sé un’immagine decisa, a volte distaccata. Sentiva che ogni suo forse sarebbe stato interpretato come una debolezza. Ma questa immagine che lei amava aveva finito per assorbire gran parte delle sue forze. Pensava a se stessa come un’armatura vuota.
Braccata, inseguita, chiusa nel suo dolore.
Quel dolore che è un pensiero improvviso, un cuscino disfatto, una frase ripetuta all’infinito tra le labbra, l’amaro delle mani strette e pigiate sul ventre.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
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Di chi eravamo? A chi appartenevano le nostre esistenze? La sua, la mia. Vivevamo quell’istante sospesi in una sincope. Eravamo, in quell’abbraccio, sprovvisti di un destino.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Marta
Gianfranco Brevetto
Compralo

Mi fido di te

luglio 2nd, 2012

Era una vecchia, una vecchissima vecchia.
Agitava il suo bastone fra le schegge dei vetri rotti, urlando e imprecando contro Dio e gli uomini.
Aveva i capelli di stoppa e una magrissima rigida gamba che trascinava fra le pareti.
Malediva tutti coloro che incrociavano il suo sguardo, buttando in faccia scarpe rotte e uova marce.
- Signore, è uno scandalo…! non senti come bestemmia…? è lurida nell’anima e nel corpo -
- Tu hai sentito le spine, come d’un riccio di castagna, io le ho letto il cuore, buono come il suo frutto.
Ciò che tu chiami bestemmie sono preghiere, grida d’aiuto nella sua solitudine -
- Allora Signore, perché non l’aiuti…? perché la lasci soffrire così…? -
- Ho messo te sulla sua strada, mi fido di te, soccorrila ed abbi cura di lei: sei il mio cuore, sei le mie braccia…

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L’ARTISTA E LA FELICITA’

luglio 1st, 2012

Un bravo artista é destinato ad essere infelice nella vita: ogni volta che ha fame e apre il suo sacco, vi trova dentro solo perle

Hermann Hesse

Incontro

luglio 1st, 2012

Ci eravamo incontrati perchè doveva succedere e anche se non fosse stato quel giorno, prima o poi ci saremmo sicuramente incontrati da qualche altra parte.

- H. Murakami.

Traboccare

luglio 1st, 2012

 

 

Accade che le affinità d’anima non giungano ai gesti e alle parole ma rimangano effuse come un magnetismo. É raro ma accade. Ignoro se la mia inesistenza appaga il tuo destino, se la tua colma
il mio che ne trabocca, se l’innocenza è una colpa. Di me, di te tutto conosco, tutto ignoro.

— Eugenio Montale

LaSoffittadelleStreghe )O(

…Esistono

luglio 1st, 2012

 

 

…Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,vedendo molte lune passare,gli altri li vediamo appena tra un passo e l’altro.Tutti li chiamiamo amici e ce ne sono di molti tipi.Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.I primi che nascono sono il nostr…o amico Papà e la nostra amica Mamma,che ci mostrano cos’è la vita.Dopo vengono gli amici Fratelli,con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi.Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.Ma il destino ci presenta davanti ad altri amici,che non sapevano avrebbero incrociato il nostro cammino.Molti di loro li chiamiamo amici dell’anima, del cuore.Sono sinceri, sono veri.Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici.E alle volte uno di questi amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.Egli dà luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.Ma ci sono anche quegli amici di passaggio,talvolta una vacanza o un giorno o un’ora.Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.Non possiamo dimenticare gli amici distanti,quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l’altra.Il tempo passa, l’estate se ne va,l’autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie.Alcune nascono l’estate dopo e altre permangono per molte stagioni.Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria.Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.Ti auguro, foglia del mio albero, pace, amore, fortuna e prosperità.Oggi e sempre……Semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica.Sempre lascia un poco di sé e prende un poco di noi.Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente.Questa è la maggiore responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso…! )O(

(Paul Montes)

LaSoffittaDelleStreghe )O(

Amicizia!!

luglio 1st, 2012

L’amicizia è un’anima sola che vive in due corpi

(Aristotele).

Amore amore…

luglio 1st, 2012

 

Una volta ti dissi:
non arrabbiarti, amore,
s’io sono diversa.
Forse sono una colonna di fumo,
ma la legna che sotto di me arde
è la legna dorata dei boschi,
e tu non hai voluto ascoltarmi.

Alda Merini

)o(

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