Il passaggio tra la vita e la morte..



Io lo visto il passaggio tra la vita e la morte. La prima volta avevo dodici anni, mia madre in un letto che mi raccontava che doveva partire, mi raccomandava di studiare, di non fare il teppista, forse perché ero un randagio.
Raccomandazioni che fanno tutte le mamme quando esci di casa, quando poi torni e magari ti becchi quel rimprovero per non aver ubbidito, ma io sapevo che quella partenza era senza ritorno, ed è la “bugia” più bella quando chi ti ha dato la vita fa di tutto per farti rimanere in vita. La partenza, come se ti desse una speranza. Il ritorno. Io lo baciata la vita eterna, era bianca come una statua e fredda come il ghiaccio, ma sorrideva, era piena di pace, io ho baciato la morte senza anima, questo siamo noi, un corpo in prestito con l’anima altrove, e io, ho visto il passaggio tra la morte e la vita, si, tra la morte e la vita. Questa è la morte, la morte siamo noi che calpestiamo la terra, siamo solo dei morti viventi, abbiamo l’odio e il rancore, amiamo e vogliamo esserlo, siamo schiavi di un corpo che diventa cenere, la bellezza, quella pelle in superficie che affascina seduce come il diavolo, e poi, non siamo in grado di amare l’anima incastonata, la amiamo sempre alla fine, quando lascia il corpo. Io non ho paura del ritorno, sono certo che esiste davvero, non è chi lascia la terra che dovrà ritornare, ma chi la calpesta, alla fine si torna a casa, prima dopo, non ha importanza, non si piangono i morti se così vogliamo chiamarli, me lo disse mio fratello, quando mi chiamarono e mi dissero, venga subito, sta peggiorando, e allora parlammo, tra noi c’era sempre stato un bel rapporto, gli tenevo la mano, e lui. Da, è finita, sto morendo, io sorridevo con le lacrime nello stomaco, ma finiscila va, e lui mi raccontava di quella volta da piccoli, mi raccontava della sua vita sdregolata, io quando lo prendevo a calci in culo stava bene, Non mi sembrava il caso di farlo ancora, gli ho solo detto, noi siamo quello che facciamo, la vita alla fine ti presenta il conto, lo scontrino, tu hai scelto di vivere così, ed io ti rispetto per come hai vissuto, il male non lo hai fatto a me, ma a te stesso. Quella sera parlammo, come due vecchi amici, sapevo che non superava la notte, lui mi disse ti voglio bene Da, ed io, ahahah, ma finiscila, comunque anch’io ti voglio bene, non ce lo avevamo mai detto, e penso che quel ti voglio bene era rivolto a tutte quelle persone che lui non aveva avuto modo di amare. I dottori sono andati via, io parlavo e lui con gli occhi aperti mi ascoltava, non so se riusciva a sentirmi ancora, alla fine fece un bel respiro e si fermò tutto, sorrideva, gli chiusi gli occhi e le dissi, salutami la mamma, e dai una pacca sulla spalla al papà. In quelle ore ci siamo voluti bene veramente, ci siamo amati l’anima, forse è così che bisogna vivere, anzi, e così..

  • Aforismi novembre 28th, 2016
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2 Commenti a “Il passaggio tra la vita e la morte..”

  1. starlighton 28 Nov 2016 at 23:56

    Ciao Davide, è da un po’ che non scrivo…ho passato un periodo di riflessione, ma non ho mai smesso di leggere i tuoi post. Mi sono commossa in questi ultimi post sul rapporto tra la vita e la morte. Sai, ti ammiro tantissimo quando racconti la tua infanzia , perché trasmetti un certo calore familiare, per cui non smetterei mai di leggere tutto ciò che mi trasmette gioia e amore. Sai Davide, sono molto giù perché mi sono innamorata e sto facendo di tutto pur di allontanare dalla mia testa questa persona e sto soffrendo perché la vita è una sola e tu stesso mi insegni che essa deve essere vissuta appieno senza tenersi tutto dentro. Ma se ti dicessi che dovevo per forza prenderne le distanze, perché da una semplice infatuazione ho provato delle emozioni molto forti che per il momento non mi posso permettere . Ti abbraccio forte

  2. Davide Biancoon 29 Nov 2016 at 02:35

    Ciao, grazie per i tuoi commenti e complimenti, anch’io come te ho periodi di riflessione, interrogarsi fa bene. Tu sei molto giù perché ti sei innamorata, io festeggerei fossi in te, innamorarsi significa essere vivi ancora dentro, significa essere predisposti all’amore, e tu, ti senti giù? Ci innamoriamo sempre di qualcosa che ci affascina, ci seduce, ci gratifica, ognuno di noi trova nell’altro qualcosa che fa scattare il desiderio di amare. Non chiamarla infatuazione, e sii grata alla vita che ancora ti riserva queste emozioni. Ci sono persone che non amano più, hanno il,rifiuto, per ciò che è stata la vita, per un passato sbagliato, duro. Quella e la fine, tu ancora questa possibilità ce l’hai, non negartela, la negazione uccide i sensi, ama, ama più che puoi, un abbraccio grande anche a te

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